La tradizione rivisitata

Rieccoci qui, nella nostra città natale, in particolare, nel suo centro storico, dove la tradizione e la storia incontrano l’innovazione e la quotidianità creando un mix unico.

Seguendo l’arteria principale che taglia il nostro centro cittadino, la via Emilia, si arriva al tavolo che vogliamo proporvi oggi, il Caffè Arti e Mestieri.

Il ristorante è gestito dallo chef stellato Gianni D’Amato insieme alla moglie e al figlio, che hanno intrapreso l’avventura cittadina dopo la chiusura forzata del loro precedente ristorante, Il Rigoletto, a Reggiolo.  Per raggiungere il ristorante si passa attraverso la corte del palazzo storico fino a raggiungere un giardinetto interno, arredato alla perfezione e coperto da un tetto di piante rampicanti, un dehors quasi fiabesco, che ci fa iniziare nel migliore dei modi il nostro viaggio nell’ evoluzione della tradizione culinaria emiliana.

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Una volta entrati si coglie subito l’essenza del Caffè Arti e Mestieri, un perfetto connubio tra eleganza e informalità, una location originale che nasce come teatro dialettale e che, in seguito, è stata ristrutturata per essere utilizzata come ristorante, con la sala principale posta al piano superiore del locale. I dettagli della tavola sono minimal ma allo stesso tempo molto ricercati.

Il personale molto disponibile vi farà subito sentire a vostro agio mostrando una grande conoscenza non solo dei piatti ma anche dei vini e del loro reciproco abbinamento.

Il menù ha una doppia anima. Da un lato la possibilità di gustare le prelibatezze della cucina reggiana rivisitate dallo chef, dall’altro quella di gustare piatti più destrutturati e innovativi. In alternativa a queste due opzioni avrete, infine, l’opportunità di optare per una serie di assaggi proposti dallo chef. Una degustazione ad hoc per viaggiare nei sapori, guidati dall’esperienza di tanta eccellenza.

La nostra scelta è ricaduta sulla rivisitazione della tradizione! Abbiamo, quindi, deciso di cominciare il pasto con due immancabili antipasti reggiani, erbazzone contemporaneo denominato “piatto del buon ricordo” e la selezione di salumi e gnocco fritto. La presentazione dei piatti non lascia niente al caso: da una parte la tradizionale sfoglia dell’erbazzone viene sostituita da una pasta “kataifi”, mentre il ripieno classico viene accompagnato da una salsa di Parmigiano Reggiano e Zucca, dall’altra invece un tagliere di prelibati salumi emiliani accompagnati da pezzi di gnocco fritto. Una gioia per il palato e per gli occhi!

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Abbiamo scelto di proseguire il pasto con due primi, uno legato alla tradizione e uno destrutturato e volto ad esaltare l’evoluzione del classico. La tradizione è stata interpretata dai “cappelletti crema di parmigiano reggiano 27 mesi, serviti nella tazza che vuol diventare piatto”; mentre l’inventiva dello chef si è tradotta nel “gnocco croccante Amatriciana come piace a me”, una vera e propria composizione di gnocchi di patate cotti in forno e conditi con un sugo che combina, in chiave rivisitata, i principali ingredienti della ricetta.  Non vi vogliamo svelare di più per lasciarvi la sorpresa! Possiamo solo anticiparvi che ogni piatto è studiato per invadere tutti i vostri 5 sensi.

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Ovviamente non potevamo farci mancare il tocco finale! Un variegato menù di dolci unito ad una un’ampia scelta di thè e tisane vi tenteranno fino all’ultimo secondo. E quindi che dire? Lasciatevi proprio tentare!
La nostra scelta è ricaduta sul “ricordo di zuppa inglese” e sulla “rivisitazione del ciambellone reggiano (strutturato come un dolce al cucchiaio)”. La zuppa inglese si presenta come una sovrapposizione di spume al cacao e alla vaniglia con due gelatine circolari a ricordare i classici colori del dolce. La constistenza è davvero particolare, inusuale, pur facendo rievocare quel sapore a cui le nostre nonne ci avevano abituati.
Il ciambellone invece si compone di una parte strutturata a biscotto friabile dal gusto di ciambella e cioccolato su cui si adagia il gelato alla crema. La combinazione di gusti e consistenze è stata perfettamente pensata per creare una sensazione unica e curiosa, dove l’esaltazione del sapore del tradizionale ciambellone lascia spazio all’assaporamento di un dolce inaspettato e pieno di sfumature.

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In generale consigliamo questa location per celebrare un evento importante, che sia in famiglia, con gli amici o con la dolce metà. Data la location molto suggestiva, soprattutto all’esterno, il nostro suggerimento è di andarci nella stagione estiva per godere a pieno del giardino.

La spesa a persona, per un antipasto, un piatto principale e un dolce è di circa 50 euro a testa. Lo chef stellato si fa pagare, ma una volta ogni tanto viziarsi un pochino non può che far bene!

Per riassumere ecco il nostro prospettino sul Caffè Arti e Mestieri:

CIBO: 4/5

SERVIZIO: 4/5

LOCATION: 4/5

QUALITA’/PREZZO: 3,5/5

FASCIA PREZZO: Alta (compresa tra 40€ e 60€ a persona)

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